Come assaggiare e conservare l’olio extravergine di oliva


Una guida semplice per assaggiare l’olio extravergine, riconoscerne profumi e sensazioni e conservarlo correttamente in casa.

Assaggiare un olio extravergine significa dedicargli qualche minuto di attenzione, proprio come si fa con un vino, un formaggio o un caffè.

Preparare l’assaggio

Versa una piccola quantità di olio in un bicchiere pulito. Per concentrarti sui profumi senza essere influenzato dal colore, puoi utilizzare un recipiente non trasparente.

Tieni il bicchiere nel palmo della mano per riscaldare leggermente l’olio e coprilo con l’altra mano. Ruotalo con delicatezza, in modo da distribuire il prodotto sulle pareti interne.

A questo punto scopri il bicchiere e avvicinalo al naso.

Prima fase: riconoscere i profumi

Inspira lentamente, facendo una breve pausa tra un’aspirazione e l’altra.

Un olio può ricordare l’oliva fresca, l’erba appena tagliata, il pomodoro, il carciofo, le erbe aromatiche o altri elementi vegetali. Le sensazioni cambiano in base alle cultivar, al territorio e al grado di maturazione delle olive.

Negli oli Brogna si ricerca un gusto delicato e versatile, accompagnato da richiami che possono ricordare il pomodoro, l’erba e il cardo selvatico.

Non bisogna trovare necessariamente un aroma preciso. L’obiettivo è ascoltare le proprie percezioni e costruire, assaggio dopo assaggio, una memoria olfattiva personale.

Seconda fase: l’assaggio

Prendi un piccolo sorso e distribuisci lentamente l’olio in tutta la bocca.

Puoi aspirare un po’ d’aria attraverso i denti: questo gesto aiuta gli aromi a raggiungere il naso per via retronasale e rende più semplice percepire le diverse sensazioni.

Concentrati soprattutto su tre caratteristiche positive:

  • Fruttato: l’insieme delle sensazioni che ricordano il frutto sano e fresco.
  • Amaro: una sensazione gustativa frequente negli oli ottenuti da olive verdi o in fase di maturazione.
  • Piccante: il leggero pizzicore che può manifestarsi soprattutto in gola.

Amaro e piccante non sono automaticamente difetti. Sono sensazioni naturali che possono presentarsi con intensità differenti e contribuire al carattere dell’olio.

Il colore non determina la qualità

Un olio può avere tonalità che vanno dal verde al giallo dorato. Il colore dipende da diversi fattori e, da solo, non è sufficiente per valutarne la qualità.

Per questo, durante le degustazioni professionali, si utilizzano bicchieri colorati che impediscono all’assaggiatore di farsi condizionare dall’aspetto.

Profumo, gusto, equilibrio e assenza di difetti offrono indicazioni molto più significative.

Come conservarlo correttamente

Una buona conservazione permette di proteggere più a lungo le caratteristiche dell’olio.

I suoi principali nemici sono luce, calore e contatto eccessivo con l’aria. È quindi consigliabile:

  • tenere la confezione lontana dai fornelli e da altre fonti di calore;
  • conservarla in un luogo fresco e asciutto;
  • richiudere sempre bene il contenitore;
  • non lasciare l’olio esposto alla luce diretta;
  • scegliere un formato adatto alle proprie abitudini di consumo;
  • travasare soltanto in contenitori puliti, idonei e ben chiusi.

Lasciare la bottiglia aperta accanto al piano cottura è una delle abitudini più comuni, ma espone l’olio contemporaneamente ad aria, luce e sbalzi di temperatura.

A ogni piatto il suo equilibrio

Un olio delicato può accompagnare pesce, verdure, insalate, legumi, carni bianche e preparazioni nelle quali non si vuole coprire il sapore degli ingredienti.

Un olio più intenso può trovare spazio su bruschette, zuppe, carni, verdure grigliate e piatti dal gusto deciso.

L’abbinamento migliore non dipende da una regola rigida. Nasce dall’equilibrio tra la struttura della pietanza e il carattere dell’olio.

La prova più semplice resta sempre la stessa: una fetta di pane, poche gocce di extravergine e il tempo necessario per sentirne davvero profumi e sapore.

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